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Nel corso di un viaggio in Patagonia scendiamo giù, ai confini del mondo e delle terre emerse, da Trelew a Punta Tombo, per chilometri di strade serrate e scogliere accompagnati solamente da infiniti silenzi e da memorie di sangue in quest’angolo sperduto di mondo.
La spiaggia di Punta Tombo è remoto promontorio a sud di Trelew e della penisola di Valdes, dove vive una delle più grandi colonie di pinguini magellanici.
Ci si arriva dopo chilometri e chilometri di strade sterrate, scogliere e terreni aridi battuti dal vento implacabile che soffia dall’Antartide.
Il cielo ha una profondità tutta sua a cui non si è abituati e il fascino della Patagonia rimane dentro a chiunque abbia avuto la fortuna di arrivare in quest’angolo di Sud America.
Alla Reserva Natural de Punta Tombo si arriva da Trelew, una città che ha origini gallesi, come anche: Dolavon, Rawson e Gaiman eredità di pietra degli antichi emigranti Da Chatwin a Francisco Coloane, da Darwin a Luisa Sepulveda questo lembo di Argentina ha da sempre ispirato il fuoco degli scrittori.
Bruce Chatwin è forse il suo cantore più grande, ha lanciato la moda dei quaderni Moleskine su cui prendeva i suoi appunti, ed è l’autore di “In Patagonia”.
Ma questa terra non vive solo nei libri e nei suoi panorami sperduti, di qui ci sono passati altri miti, quelli del Far West, come Butch Cassidy, tanto che a Trelew nell’Hotel Touring hanno ricostruito fedelmente la sua stanza e sempre secondo leggenda locale anche Sundance Kid e la sua Etta hanno vissuto, scappando dal mondo, in qualche capanna da queste parti.
Pubblicato martedì 28 settembre 2010
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