Folgaria è una nota stazione turistica, in provincia di Trento, alle falde del monte Cornetto (2060 metri sul livello del mare) e sulla sponda a destra del Rio Cavallo ma quel che ci porta oggi tra i 3mila e 137 folgaretani non è lo splendore delle sue montagne, che da par loro valgono sempre una visita, ma una nuova attrazione turistica: il calcio.

Negli ultimi anni il trend è continuato a salire è l’idea di seguire anche in vacanza la propria squadra del cuore diventa sempre più per realtà per molti italiani.

Considerando che i club di serie A per la loro prima fase di preparazione alla prossima stagione calcistica scelgono l’alta montagna per l’ossigenazione e visto il calore opprimente che attanaglia le metropoli, l’idea non è proprio malsana, anzi, sempre più famiglie a seguito del tifoso si ritrovano a trascorrere alcune settimane tra la frescura e la gioia della vita estiva di montagna e come di dice: a dormire bene e a mangiar meglio non si fa sempre peccato.

Così dal mare di Napoli finiscono a Folgaria sempre più persone per seguire i lampi d’allenamento del Pocho Lavezzi e dello slovacco Hamsik. Tra le altre attrazioni calcistiche, qui a Folgaria, per i nostalgici del calcio di un tempo non troppo lontano che fu, c’è il così detto muro di Baggio.

Un muro diviso in sezioni numerate dove il Divin Codino, al tempo dei suoi ritiri, si allenava a battere le punizioni, mandando a sbattere sempre, secondo leggenda, il pallone nello stesso inarrivabile punto e oggi, c’è una coda di persone che si allena a calciare, sognando di essere un po’ Baggio anche solo per alcuni minuti.







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