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L’estate si avvicina e  molti di voi si staranno chiedendo “dove andrò in vacanza quest’anno?”. Le possibilità sono moltissime: con una disponibilità economica alta si può ormai andare praticamente ovunque, ma cosa succede se i “denari” sono pochi e non si ha voglia di spenderli tutti per una vacanza?

La crisi economica, che ha ridotto o limitato le possibilità di spesa degli italiani, ha influito significativamente anche sul turismo, con significativi cali della domanda turistica nei momenti solitamente “caldi” per le partenze (vacanze, ponti e festività). Molte persone, inoltre, anche con la stessa disponibilità di budget, avvertono il futuro più incerto che in passato e preferiscono tenersi da parte il gruzzolo piuttosto che spenderlo in qualcosa di superfluo.

Per gli operatori del settore turistico, perciò, questo è il momento di cercare nuove strade per attrarre i visitatori. Le soluzioni che per il momento funzionano sono diverse: sconti e promozioni per riempire le mete di vacanza nei mesi di minore afflusso (ad esempio maggio, giugno, settembre o ottobre per le mete estive), web marketing per farsi trovare dai viaggiatori che, sempre più numerosi, organizzano da soli il proprio viaggio grazie ad internet, cooperazione tra diversi attori sul territorio…

Un’altra soluzione può essere quella del “viaggio utile”, cioè del viaggio che, oltre ad avere una finalità di svago, serva anche a qualcos’altro e che, quindi, riesca con la sua finalità “pratica” ad ammortizzare i costi.

Il viaggio utile per antonomasia è il viaggio d’affari, ma in quel caso, trattandosi di lavoro vero e proprio, di vacanza c’è ben poco. Un viaggio utile che può invece unire dovere e piacere è il soggiorno studio.

Un tempo, si intendeva per vacanza studio la vacanza destinata a ragazzini o giovani studenti che si recavano all’estero per imparare una lingua straniera, di solito l’inglese. Per anni, frotte di giovani studenti di medie e superiori hanno affollato nei mesi estivi  i college di Londra, Dublino, Edimburgo o Parigi.

Non che oggi sia diverso, ma a questo concetto “limitato” di vacanza studio se n’è aggiunto un altro: quello del soggiorno per motivi di studio anche di adulti e lavoratori. Da quando, infatti, il concetto di formazione è stato svincolato dal concetto di gioventù e si è capito che la formazione è continua (dura cioè l’intero arco di vita lavorativa), anche gli adulti hanno cominciato a viaggiare per studiare.

Si può viaggiare, ad esempio, per seguire una Summer School. Le Summer School sono scuole estive di alto livello organizzato da Università o Istituti per impartire insegnamenti molto specialistici. Le summer school possono durare una settimana o più settimane, e si svolgono o nelle sedi universitarie oppure in sedi adibite ad hoc, solitamente in luoghi immersi nella natura per favorire la concentrazione e lo studio.

Si può viaggiare anche per seguire un master o un corso di specializzazione, molti dei quali si svolgono nei week end e lasciano in tal modo molto tempo libero ai frequentanti. Negli ultimi anni, anche in Italia si è sviluppato un filone di master e scuole di specializzazione rivolti a lavoratori, e non più solo a neolaureati. Questo nuovo target ha imposto l’organizzazione di corsi pensati proprio per le esigenze dei lavoratori. Questi corsi sono concentrati in poche settimane e non più diluiti nei mesi, si svolgono nei weekend per consentire ai frequentanti di proseguire con le normali attività etc.

Ma un soggiorno studio dedicato a un master può essere svolto anche all’estero,soprattutto oggi che la conoscenza approfondita di una lingua è una condizione indispensabile per lavorare. Per questo motivo, è oggi in crescita il numero di adulti che si reca all’estero per frequentare un corso di lingua e perfezionare la grammatica o la pronuncia.

Tutti gli esempi appena riportati dimostrano come oggi il viaggio possa trasformarsi in un investimento. Una vacanza studio non è gratis, e ha un impatto sulle finanze non indifferente. Al contempo, la vacanza studio rappresenta un buon modo di spendere il proprio denaro investendo su se stessi e sul proprio curriculum, al quale andranno ad aggiungersi competenze e specializzazioni ormai richieste dal mondo del lavoro.

Inoltre, la vacanza studio può essere molto divertente, visto che la maggior parte dei corsi si tiene in città d’arte (esempio Roma, Napoli o Milano), in cui i divertimenti non mancano affatto!







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