Vi racconto il mio viaggio di 5 giorni e la mia esperienza con New York, la Grande Mela, la città che non dorme, ovvero un sogno per molti italiani che guardano con ammirazione e smania di avventure verso i grattacieli di Manhattan.

L’ideale sarebbe dedicare un viaggio di 7-8 giorni a questa splendida città. Comunque, visitare New York in 5 giorni è fattibile, basta organizzarsi bene e programmare “quasi” tutto nei minimi dettagli (itinerario per New York, cosa visitare, ecc).

Il mio viaggio a New York è inziato su internet, alla ricerca di volo e hotel con il migliore rapporto qualità prezzo. Sul web si trovano molte offerte con voli per New York. Per quanto riguarda l’alloggio, anche in questo caso si trovano hotel a New York, anche 3 o 4 stelle, a prezzi convenienti.

1° giorno. Arrivo a New York, all’aeroporto dedicato a John Fitzgerald Kennedy e dopo i riti necessari per la sicurezza grazie ad un taxi raggiungo l’albergo. Faccio ancora in tempo a degustare la prima colazione americana con tanto di uova e Bacon per partire subito, al primo giorno alla scoperta di Manhattan.

Comincio dal cuore della città e scopro Lower Manhattan, Union Square, gli artisti di Soho,quel che resta Chinatown e di Little Italy, quando decido che per oggi e abbastanza e dopo aver mangiato il pollo fritto del Kfc torno in albergo a recuperare qualche ora di Jet Lag.

2° giorno. Il secondo giorno l’ho dedicato all’East Side, dove c’è l’East Village e a Ground Zero, la mattina passa così tra la vitalità e il senso di commozione che ha unito questa grande nazione nella tragedia.

Mangio un panino ai tipici chioschetti e devo confessarvi che è l’hot dog più buono che abbia mai mangiato in vita mia. Giusto il tempo di riposarsi e mi sposto a Upper Manhattan, lì dove tutto sembra grande e immenso: la Grand Central Station, la Stazione Centrale,  Central Park West, il Lincoln Center, la Cattedrale St. John The Divine, il Guggenheim e il Metropolitan Museum, la Fifth Avenue e il Rockfeller Center, c’è da perdersi in questo senso di vertigine.

3° giorno. Arrivo al terzo giorno e mi ritrovo immerso nei simboli dell’America, quella che si sogna fin da ragazzi, all’insegna della libertà pura, ecco quindi la Signora più famosa del mondo, la Statua della Libertà, e la sua triste appendice, l’isolotto di  Ellis Island, dove gli emigranti venivano lasciati in quarantena e dopo ecco arrivare il ponte di Brooklyn e  il palazzo delle Nazioni Unite.

E devo dirvi che mangiare a New York non è assolutamente un problema, a ogni angolo trovate locali, ristoranti etnici e non, oggi mangio indiano.

4° giorno. Il quarto giorno lo dedico alla parte nera dell’America, a quell’Harlem resa famosa dalla televisione e da Gary Coleman, se vi è possibile assistete ad un Gospel, è un ‘esperienza davvero unica e per cena mi fermo in un posto tipico una volta, il  bateaux.

5° giorno. L’ultimo giorno, quello tristemente noto come “della partenza” lo dedico a Staten Island, al Queens, al Bronx e allo Yankee Stadium, per respirare l’aria d’America e finisco anche a comprare la classica maglietta “I Love New York”. Già e mentre il taxi mi porta all’aeroporto penso davvero di amarla, perso tra la gente come solo a New York.

New York è stupenda! Buon viaggio!







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