Il monastero della Trappa, cellula eco museale, situato in alta valle Elvo all’ombra del Mucrone, nella parte occidentale della provincia di Biella è un piccolo gioiello delle costruzioni in pietra che respira aria d’alta quota con i suoi mille metri di altezza.

Incastonata nella provincia tessile, lungo la strada che unisce i noti santuari di Oropa e Graglia è stato convento, grande cascina, opificio e monastero, diventato poi la realizzazione di un progetto utopico per il turismo lontano dalle grandi rotte.

Costruito intorno alla metà del diciottesimo secolo, il monastero della Trappa si è adattato, lungo tutta la sua travagliata storia, a diverse funzioni: costruito in principio come lanificio, diventò poi luogo di rifugio per una ventina di monaci trappisti scappati alla rivoluzione francese.

Abbandonato fu poi ripreso e solamente dal 1979 è tutelato dalla Soprintendenza per i beni Ambientali e Architettonici. Ora un gruppo di volontari ed esperti lo ha ristrutturato riaprendolo nuovamente al pubblico, nella calura d’estate.

L’antico edificio di pietra del monastero della Trappa è sede oggi di visite guidate, percorsi didattici, campi estivi, corsi di formazione ed è munito di una foresteria di 20 posti letto. Una birra qui, per tutto quello che fu e che è, ne vale veramente la pena.

Ci si arriva in auto seguendo le indicazioni per Tracciolino, oppure per i più temerari e avventurieri ci si può arrivare, scarpinando lungo le antiche mulattiere, passando da Sordevolo.







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