Qui, nei pressi delle Alpi liguri, c’erano le masche, le streghe piemontesi, che secondo tradizione e folclore locale, rapivano le fanciulle più belle della zone per costringerle poi a ballare tutta la notte.

Ora invece non resta che la magia, l’incantesimo di una splendida natura tra la Cima di Pian Ballaur e la Cima delle Saline, con il suo cupolone sommitale arrotondato che sorge dove si dividono i fiumi Ellero e Tanaro, sulle Alpi liguri.

Per raggiungerle bisogna scarpinare per 45 minuti su una sterrata ma poi dopo il Passo delle Saline, seguendo la via per Porta Sestrer, questa parte di mondo si apre in tutta la sua bellezza selvaggia e naturale sullo splendido panorama del Lago Biecai, di tipo carsico, e del lago Ratavuloira (pipipstrello in piemontese), con il suo antico menhir celtico, ripagano di tanta fatica.

La cima di Pian ballaur, si diceva, nel massiccio del Marguarellois, luogo dei sabba ritualia, prende proprio il nome da questa vecchia leggenda del costretto ballo con il diavolo delle giovani vergini, offre oggi un panorama a 360 gradi sulla cresta della Bisalta e sulla linea del Monviso.

Per dormire c’è il rifugio Havis De Giorgio-Mondovì a 1761 metri, nei pressi delle sorgenti del fiume Ellero, inaugurato nel 1929, ristrutturato nel 2008 dal Cai di Mondovì, è munito di 58 posti letto.







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